Riflessioni e prospettive
Il management sanitario è, oggi più che mai, una professione complessa. Non solo per la natura dei servizi erogati — che incidono direttamente sulla salute dei cittadini — ma anche per l’intreccio costante tra competenze tecniche, responsabilità gestionali e relazioni con il mondo politico e istituzionale.
Nel corso degli anni si è spesso discusso di come i dirigenti del sistema sanitario si trovino nel mezzo di due forze ugualmente rilevanti: da un lato l’esigenza di governare in modo efficiente strutture che richiedono organizzazione, risorse e capacità manageriali; dall’altro la necessità di confrontarsi con un potere politico che, inevitabilmente, orienta scelte, priorità e governance.
Il rapporto con la politica: un nodo storico e ancora irrisolto
Le attività pubbliche — e tra queste il sistema sanitario — sono inevitabilmente influenzate dal potere politico, qualunque nome gli si voglia attribuire. Negarlo significherebbe non coglierne la natura.
Ciò che però negli anni è risultato evidente è che questo rapporto, invece di trasformarsi in un equilibrio virtuoso, si è spesso configurato come un vincolo. La politica, infatti, raramente ha fornito una visione chiara e di lungo periodo sul ruolo e sulla funzione del management sanitario. Ne è derivata una difficoltà cronica nell’affermare modelli organizzativi stabili, tecnici e orientati ai risultati.
Dalla storia personale alla riforma degli anni ’90
Negli anni ’90, con la crisi politica e la successiva spinta riformatrice, si tentò di ridefinire il ruolo delle figure manageriali. Il Decreto Legislativo 502/1992 introdusse una distinzione più netta tra responsabilità politiche e gestionali, attribuendo a Direttori Sanitari e Direttori Generali compiti più chiari e maggior autonomia.
Era un passaggio necessario: un tentativo di creare un sistema in cui i manager potessero finalmente assumersi la responsabilità di scelte tecniche, programmatiche e organizzative, mentre la politica avrebbe dovuto occuparsi di indirizzi generali e controllo.
La teoria era solida. La pratica, molto meno.
La vittoria del management sulla politica? Assolutamente no
La promessa di una piena affermazione della componente manageriale non si è mai realmente realizzata.
Due sono le ragioni principali:
- Non si è mai costruita una vera visione comune del ruolo del management.
La cultura organizzativa della sanità italiana è rimasta spesso frammentata, condizionata da logiche territoriali, localismi e mancanza di standard condivisi. - Non si è mai distinta con chiarezza la differenza tra governance e management.
La governance definisce strategia, obiettivi, controlli.
Il management realizza, organizza, gestisce.
Negli anni questi due ambiti si sono sovrapposti, confusi, mescolati, generando inefficienze e difficoltà operative.
Le carenze della politica: criteri, selezione, valutazione
A rendere ancora più fragile il sistema è stata la mancanza di criteri chiari e trasparenti per la selezione e la valutazione dei dirigenti sanitari.
Spesso:
- i criteri di nomina risultano poco strutturati,
- i sistemi di valutazione non sono sempre legati a indicatori oggettivi,
- l’aderenza a logiche politiche ha avuto più peso della qualità professionale e manageriale.
In un contesto complesso come quello sanitario, dove decisioni sbagliate possono avere effetti enormi, tutto ciò rappresenta un rischio evidente.
Riflessioni finali: cosa serve davvero oggi al sistema sanitario
È necessario abbandonare l’idea che il valore di un dirigente sanitario dipenda dalla sua vicinanza politica.
Serve invece un sistema che premi:
- competenze manageriali reali,
- esperienza professionale,
- capacità di gestire strutture complesse,
- risultati misurabili,
- formazione continua.
Bisogna inoltre rafforzare i processi di selezione e valutazione, rendendoli indipendenti da pressioni esterne e fondati su criteri trasparenti e condivisi.
La mia esperienza di Direttore Generale e docente universitario mi ha mostrato che è la cultura dell’organizzazione, orientata alla qualità e alla trasparenza, a determinare il successo delle nostre strutture sanitarie. È una missione complessa, ma imprescindibile per il futuro del nostro Paese.
Il management sanitario è una professione che richiede preparazione, responsabilità e visione.
Riconoscerne il valore è il primo passo per costruire un sistema sanitario moderno, solido e sostenibile.